Libri di Maria

Questo è il mio primo romanzo pubblicato nel 1989 da ELLIN SELAE EDIZIONI. Scritto quando avevo 33 anni, e senza avere ancora scoperto nulla attorno alla magia della vita, sono entrata dentro il mondo dei Misteri Orfico-Pitagorici visitando a Pompei la Casa del Fauno. Sono stata a Pompei due volte, a distanza di anni. E tutte e due le volte dentro la Casa del Fauno mi è apparso un fantasma. In barba al sacro lume della ragione, questo libro esiste solo per volontà di quel fantasma. Molto più tardi, durante le ricerche collegate alla sua stesura, ho scoperto che, nella stessa casa, anche a Théophile Gautier era apparso un fantasma. Lui gli diede un nome e narrò la sua esperienza nel racconto dedicato a Marcella Arria. Per me invece è diventata la giovane Giulia, protagonista del libro, sopravvissuta al disastro e voce narrante e diretta di una fra le tante possibili storie. La statua bronzea del Fauno Danzante sorveglia la villa da due millenni e ne adorna all’ingresso l’impluvium azzurro. Il suo silenzio è il guardiano discreto di voci infinite e tragicamente interrotte. Una di queste voci portata dal vento mi fece sapere che

L’ETERNO E’ UN PUNTO CHE SOLO AL PRESENTE SI DISVELA

IL SILENZIO DEL FAUNO

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Nascere alla fine della seconda guerra, in tempo di ricostruzione e di povertà, entrare nel salotto buono delle banche nel 1964, nel tempo del cosiddetto boom economico, fare carriera e diventare direttore durante la Notte della Repubblica, per infilarsi poi nel clima percussivo di Tangentopoli. Destino amaro del povero Guidotti. Il personaggio del libro che, nella sua affannata ricerca della VERITA’, non riuscirà a comprendere come si fa a diventare complice e innocente al tempo stesso.

IL CONVENTO E IL CAVALIERE

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Tratto da un vero caso di cronaca avvenuto a Londra nel 1994, il racconto narra di come si può rischiare di diventare figlio di quattro padri. Ho sfacciatamente rubato lo stile di Salinger, ma solo per confrontare un adolescente degli Anni Cinquanta con un altro del Duemila.  Si può anche sorriderne!SOPRA IL PRIMO FUMO CALDO

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Libretto del 2005. Un saggio breve sul libro di Lewis Carrol

ALICE ATTRAVERSO LO SPECCHIO

e una mia poesia.IN VIAGGIO CON ALICE

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Come si stava nel 2001? Chi vuole una risposta può leggere questo libretto che è una cronaca di un intero anno dal 2001 al 2002. Dietro il sipario le Torri Gemelle, l’emergenza del terrorismo, la guerra infinita, oriente contro occidente (forse il contrario)… l’Europa Unita, l’euro alle porte che ci avrebbe fatto lavorare meno e guadagnare di più… e noi che iniziavamo a morire.

QUESTI DORATI ORRORI

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Nel 1992, poco dopo le stragi, sono tornata nella mia terra accompagnata dallo strazio. Falcone e Borsellino, martiri della VERITA’, mi hanno condotta nell’isola che è dominata dal segno della Gorgone che pietrifica chi la guarda perché lei è l’immagine del VERO. Ho intuito che questo SEGNO abita da secoli tutti i suoi abitanti, ma soprattutto coloro che l’hanno guardata e descritta. In particolar modo Verga, Sciascia e Pirandello incarnano lo sguardo gorgonico degli scrittori siciliani, e mi hanno condotta nel luogo dove si dipana l’infinito filo del LINGUAGGIO. Luogo in cui forse è possibile esorcizzare, in parte, il dolore. Dalla dimensione pre-storica in cui si vive l’Assenza della Parola (il logos alogos di Verga), fino alla potente energia disgregante delle relazioni (Pirandello), e infine al dramma del LOGOS, obliquo e biforme, che rivela l’incessante opposizione fra Barbarie e Civiltà, fra Menzogna e Verità, che si insinuano continuamente nella storia a combattere le loro battaglie, come conferma Leonardo Sciascia.

LA GORGONE LA STORIA LA FOLLIA

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Prima che la scuola fosse invasa e affranta dall’isteria delle scadenze e del paraculismo, si poteva anche entrare in classe e godersi la magia di un salotto letterario. Nel 1995, all’età di quindici anni, questi miei allievi entrarono nell’incanto della Metrica, dell’Immagine e della Poesia. Nell’Officina dei Poeti limarono sillabe e cercarono PAROLE e  SENTIMENTI. Costruirono questo libro di HAIKU e di TANKA, e, come un coro di angeli, si scambiavano sensazioni e iperbati. Arrivati in quinta vinsero un premio letterario della Provincia di Milano: il primo vinto da un Istituto Tecnico.HAIKU

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Un volo di tremila anni, minuto più minuto meno, che va da Ermete Trismegisto fino all’Alighieri, passando attraverso Pitagora e la Kabbala. Un modo mio per parlare della Tavola della Sapienza, cioè degli Arcani Maggiori, non per farne cartomanzia, ma per rivelarla nella sua reale essenza, e cioè come Tavola di Meditazione. Quando si sapeva come fare ad indagare l’Universo e l’Uomo parlando con i Simboli.

QUALCOSA SUGLI ARCANI

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IL BAGATTO

_______________________________________________________GLI AMANTI

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L’EREMITA

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L’APPESO

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Pubblicato nel 2018, settantesimo anno dalla Carta Costituzionale promulgata il primo gennaio del 1948, è un libretto che vuole riflettere su uno degli aspetti più nascosti, e censurati, della nostra Prima Costituzione: perfettamente fondata sulla metafisica esoterica di Pitagora. “Ogni atto creante, dicevano i Pitagorici, deve per forza essere fondato sul numero SETTE, comprese anche le Costituzioni di uno Stato. Così come lo stesso Universo si fonda sul SETTE, numero generante ma non generato, e quindi unico reale STRUMENTO DI CREAZIONE, sia per il Mistero, e sia per l’Umanità”. La Carta del ’48 era fondata sul SETTE, e DODICI sono i PRINCIPI FONDAMENTALI della Costituzione, come sono DODICI i passi della DIRITTA VIA pitagorica. (Nella Commissione dei 71, quella dei Padri Costituzionalisti, molti di loro erano stati iniziati alla Sapienza Pitagorica). Nel 2018 tutto questo era già sparito da molto tempo, soprattutto grazie alle nuove leggi della cosiddetta Seconda Repubblica, quella nata nel dopo-Tangentopoli. Oggi, 7 dicembre 2021, si è già celebrata, in Umbria a Città della Pieve, la cerimonia funebre della nostra Carta Costituzionale. In questo libretto si narra della sua morte.

PITAGORA E LA CARTA COSTITUZIONALE DEL PRIMO GENNAIO 1948

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Scritto in Sardegna nel settembre del 2021, ai tempi del covìd. Quando si era intuito che saremmo andati incontro a qualcosa di molto più grande di noi. Esperimento surreale che, per celia e per non morir, si inoltra dentro gli stati interiori della coscienza.

IN VIA DEI TEMPI